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Asinitas Onlus
Production | Centre de ressources

ROME
Italie
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site : http://www.asinitas.org

 

Centri di educazione e cura con i migranti

Centre pour l'éducation et le soutien aux Réfugiés.

Centre for the education and care of refugees.

_______________________________

In ogni situazione di convivenza interetnica si sconta da principio, una mancanza di conoscenza reciproca, di rapporti di familiarità.
Estrema importanza positiva possono avere persone, gruppi, istituzioni, che si collochino consapevolmente ai confini tra le comunità conviventi e coltivino in tutti i modi la conoscenza, il dialogo, la cooperazione.
La promozione di eventi comuni ed occasioni di incontro ed azione comune non nasce dal nulla, ma chiede tenace e delicata opera di sensibilizzazione, di mediazione e di familiarizzazione che va sviluppata con cura e credibilità.
Accanto all'identità ed ai confini più o meno netti delle diverse aggregazioni etniche è di fondamentale rilevanza che qualcuno, in simili società si dedichi all'esplorazione e al superamento dei confini: attività che magari in situazione di tensione e di conflitto assomiglierà al contrabbando, ma è decisiva per ammorbidire rigidità, relativizzare le frontiere, favorire l'inter-azione.

Alexander Langer
Dieci punti per la convivenza


CHI SIAMO

I soci fondatori dell'associazione "ASINITAS Onlus. Centri di educazione e cura con i migranti" provengono da una storia comune di attività con adulti e bambini stranieri: richiedenti asilo, rifugiati, profughi, vittime di tortura e immigrati. Le attività vengono svolte nelle scuole pubbliche, nelle scuole di lingua italiana per adulti stranieri, nei centri di accoglienza, nei servizi socio-sanitari e legali, nei luoghi di accoglienza informali dove abitano e vivono gli stranieri.

I due principali contesti che hanno fatto incontrare e collaborare i soci fondatori dell'ass. ASINITAS sono le attività socio-terapiche svolte all'interno del progetto di "Medici contro la tortura" per la riabilitazione delle vittime di tortura (finanziamento Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese), e il Coordinamento rifugiati Roma-Tiburtina, nato nel 2003 a seguito del trasferimento di oltre 500 rifugiati residenti presso i magazzini abbandonati della stazione ferroviaria Roma-Tiburtina.

L'associazione di promozione sociale ASINITAS Onlus è attiva negli ambiti dell'accoglienza, dell'educazione-formazione, della testimonianza e della cura di persone vittime di violazioni dei diritti umani, migranti, rifugiate, profughe e vittime di tortura.

Secondo i principi dell'educazione attiva e della relazione di cura centrata sulla persona le finalità dell'associazione sono: vivere e creare contesti educanti e di cura per tutti, italiani e stranieri; accogliere in un contesto educante l'incertezza e la possibilità per ognuno di esserci a modo proprio; creare rapporti di uguaglianza tra non uguali e rapporti alternativi alla dipendenza e al potere; rendere possibile, attraverso processi individuali e collettivi, l'esistenza di voci capaci di farci comprendere i contorni e le radici della condizione dell'esilio e delle migrazioni.

L'associazione ASINITAS si è composta ufficialmente nell'aprile 2005 come "fisiologica" conseguenza di azioni e pratiche svolte con gli stranieri. I soci fondatori dell'associazione sono un gruppo interdisciplinare di professionisti volontari: avvocati, educatori, insegnanti, psicologi, psicoterapeuti e persone straniere che sono entrate a far parte dei gruppi di lavoro non necessariamente solo come mediatori linguistici e culturali ma come creatori e autori di pratiche e azioni sociali.

Le finalità e le azioni dell'associazione sono quelle di creare e mantenere contesti educanti di accoglienza e di cura, occupandosi di quelle necessità che rimangono "sommerse" rispetto alla possibilità della rete dei servizi di dare delle risposte adeguate e sufficienti.

Punto fondante la metodologia dell'associazione è che i contesti di accoglienza e di cura per gli stranieri vadano co-costruiti con gli stranieri stessi, e che sia giusto e opportuno realizzarli nei luoghi di comunità reale, ovvero in quei luoghi dove gli stranieri si recano spontaneamente e ordinariamente si ritrovano.

I contesti di accoglienza e cura socio-terapica, siano essi costituiti dall'associazione o siano contesti pubblici come le scuole, i centri di accoglienza, le scuole di italiano per adulti stranieri offrono possibilità molto proficue d'intervento, anche altamente specializzato e specifico.

Uno dei disagi più forti in cui si trovano immersi gli stranieri è quello di trovarsi in circuiti di accoglienza e di assistenza fortemente parcellizzati, frammentari e dispersivi, decisamente "inospitali", purtroppo spesso fino all'inefficacia e alla perdita di senso.

Per questo l'associazione ha fatto la scelta di lavorare con bassi numeri di utenza: in un anno circa 60 (tra adulti e bambini) nelle situazioni di gruppo, circa 20 negli interventi specializzati.

E di offrire così percorsi che restituiscano alle persone la loro "interezza" e siano il più possibile onnicomprensivi rispetto ai loro bisogni di assistenza legale, orientamento sociale e di assistenza sanitaria, recupero di una progettualità formativa e lavorativa e di supporto psicologico e psicoterapico.

E' nostra convinzione metodologica che tutti questi interventi nell'ottica della cura della persona, si vadano a intersecare e necessitino quindi di gruppi di lavoro specializzati, ma saldamente interdisciplinari.

L'associazione ospita nei propri spazi una scuola sperimentale d'italiano per stranieri, contesto base e fondamentale d'accoglienza e di cura, che garantisce la conoscenza e la continuità di rapporto con le persone straniere.

La scuola ha elaborato un metodo per l'insegnamento della lingua interamente laboratoriale, molto orientato alla creazione di una comunità di apprendimento e allo sviluppo di un senso di appartenenza ad un gruppo. Porta come punto centrale della propria metodologia l'incontro della persona "nel suo corpo e nella sua storia", cercando di ridare valenza nella teoria e nelle pratiche al concetto di ospitalità.

A partire proprio dalla scuola di italiano, gli attuali membri dell'associazione lavorano attivamente dal 2004 a sostegno delle comunità di Sudanesi, Eritrei ed Etiopi (per la maggior parte richiedenti asilo) che occupavano gli ex magazzini della stazione Roma -Tiburtina, altrimenti noti in città come HOTEL AFRICA. Tra le altre attività hanno animato un coordinamento cittadino che ha sostenuto e promosso la possibilità e il miglioramento delle condizioni dell'accoglienza delle comunità nei circuiti di assistenza del Comune di Roma. Molti membri della comunità Sudanese ed Eritrea sono ora membri dell'associazione.

L'associazione ASINITAS ha inoltre tra le proprie finalità principali, anche quella della sensibilizzazione e divulgazione dei temi e dei problemi della popolazione migrante, proponendo iniziative pubbliche di carattere culturale, avvalendosi più che dell'intervento di specialisti, del rendere fruibile e leggibile il materiale raccolto nella convivenza e nel lavoro con gli stranieri, siano essi rifugiati politici, famiglie, donne sole o bambini.

I soci fondatori dell'associazione ASINITAS Onlus hanno svolto e svolgono le seguenti azioni e attività:

2003/2004
Laboratori interculturali di narrazione orale con italiani e stranieri all'interno dei Centri Territoriali Permanenti per l'educazione degli adulti.

Giugno 2003
Presso la sede del Cesv (Centro Servizi per il volontariato) a Roma, un evento-spettacolo con proiezione di foto e testi prodotti dagli studenti sudanesi durante una serie di incontri laboratoriali a scuola sul tema della fuga e della memoria.

Novembre 2003
Insieme agli studenti sudanesi, eritrei ed etiopi provenienti dai magazzini occupati alla stazione ferroviaria Roma-Tiburtina, realizzano un sito web, www.tiburtina.org, che accoglie gran parte del materiale prodotto a scuola sui temi della guerra e dell'esilio, dell'accoglienza in Italia e della didattica a scuola con gli adulti stranieri.

Febbraio 2004
All'interno dei magazzini occupati della stazione ferroviaria Roma-Tiburtina e di una rete di collaborazioni con volontari, professionisti, gruppi, comitati, associazioni e movimenti, insieme ai comitati sudanese, eritreo ed etiope, danno vita al Coordinamento Rifugiati Roma-Tiburtina.

23/4/2004
All'interno del Coordinamento Rifugiati Roma-Tiburtina, organizzano a partire da una stretta relazione e collaborazione con i rifugiati della comunità sudanese, eritrea ed etiope, una giornata-evento, con il patrocinio dell'Assessorato ai servizi sociali della Provincia e del Comune di Roma, sul tema dell'accoglienza e della testimonianza presso i magazzini occupati nell'area ferroviaria Roma-Tiburtina.

22/6/2004
Durante le manifestazioni per la celebrazione della giornata internazionale del rifugiato, con il patrocinio del Comune di Roma e dell'Acnur, all'interno del Coordinamento Rifugiati Roma-Tiburtina organizzano presso i Musei Montemartini una giornata dedicata alla narrazione di storie di vita dei rifugiati sudanesi, eritrei ed etiopi in Italia.

Agosto 2004
All'interno del Coordinamento Rifugiati Roma-Tiburtina, a seguito dell'apertura di un tavolo istituzionale di discussione in merito alla chiusura dei magazzini e del trasferimento dei rifugiati, presieduto dal Gabinetto del sindaco del Comune di Roma, partecipano volontariamente nel ruolo di "facilitatori" e "testimoni", allo sgombero del 18 agosto dei magazzini e al trasferimento di oltre 400 persone in centri di accoglienza.

Settembre 2004
Collaborano allo "sportello Tiburtino" aperto presso l'Ufficio Speciale Immigrazione per seguire le fasi successive allo sgombero e venire incontro ai bisogni e alle richieste degli oltre 400 rifugiati trasferiti.

Marzo 2005
All'interno di un partenariato tra l'associazione A.A.d'a-MA e l'associazione Medici contro la tortura, svolgono un percorso di sensibilizzazione presso la scuola media di Celano (Aq), con sei classi di terza media, sul tema del viaggio forzato. Gli incontri si svolgono nell'ambito del progetto europeo del G.A.L. Marsica: "Uomini e Popoli tra guerra e pace".

Giugno 2005
Presentazione pubblica del materiale narrativo raccolto in un anno di scuola con i rifugiati insieme agli studenti della scuola, negli spazi di Villa Piccolomini, messi a disposizione dall'associazione "Dionisia".

2005/2006
Progetto "Spaesamenti" finanziato dalla fondazione UNIDEA (Unicredit Bank) per un progetto di accoglienza e cura con gli stranieri di cui è capofila la Cooperativa Sociale Parsec a.r.l.. Le due principali azioni del progetto sono "la scuola sperimentale di italiano" per rifugiati e vittime di tortura e "l'archivio della memoria": raccolta di testimonianze sulla condizione dell'esilio.

2006/2007
Progetto "Domus. Accoglienza e cura dei migranti", finanziato dall'8xmille della Tavola Valdese. (I finanziamento).

2006/2007
Progetto di formazione e autoformazione per rifugiati politici in documentari audiovisivi in collaborazione con Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico) e l'ass. Zalab, finanziato dalla Fondazione della Banca Monte dei Paschi di Siena, e realizzazione del film documentario Il deserto e il mare
(I finanziamento).

2006/2007
Progetto "Miguelim. Per la cura e l'assistenza delle donne migranti", presso la scuola dell'Infanzia Carlo Pisacane, VI Municipio, finanziato dalla fondazione Charle Magne. (I finanziamento).

2007/2008
Progetto "Domus. Accoglienza e cura dei migranti", finanziato dall'8xmille della Tavola Valdese. (II finanziamento).

2007/2008
Progetto di formazione e autoformazione per rifugiati politici in documentari audiovisivi in collaborazione con Aamod (Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico) e l'ass. Zalab, finanziato dalla Fondazione della Banca Monte dei Paschi di Siena. (II finanziamento).

2007/2008
Progetto "Miguelim. Per la cura e l'assistenza delle donne migranti", presso la scuola dell'Infanzia Carlo Pisacane, VI Municipio, finanziato dalla fondazione Charle Magne. (II finanziamento)

2007/2008
"Le donne migranti si raccontano", programma radiofonico in 10 puntate prodotto e per Radio 3 Rai

2007/2008
Laboratorio di artigianato autoformativo con donne migranti e partecipazione e vendita all'interno di fiere e festival tra cui il Mercato Altra Economia per l'autosostegno delle partecipanti al laboratorio.

2008
Progetto "Confini. I saperi dell'Africa in movimento", finanziato dalla Fondazione Lettera 27

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